Alla fine dell’estate 2026 la Marmolada registra una nuova e preoccupante perdita di ghiaccio. Il ghiacciaio è arretrato in media di 23 metri, circa il triplo rispetto allo scorso anno, mentre la superficie complessiva è scesa da 92 a 83 ettari. Una riduzione così marcata era stata registrata soltanto nel 2022, l’anno del tragico crollo.
È quanto emerge dall’ottava Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha consentito di aggiornare i dati sul principale ghiacciaio delle Dolomiti, al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige.
Alla campagna hanno partecipato anche Arpav, la Fondazione Glaciologica Italiana e numerosi volontari, dai 16 ai 75 anni, tra escursionisti esperti, insegnanti e appassionati. “I dati raccolti quest’anno aggravano la tendenza già evidente negli ultimi decenni”, afferma Mauro Varotto, dell’Università di Padova e responsabile scientifico della campagna. Il dato più significativo è la perdita di 9 ettari in un solo anno, un nuovo record negativo per la superficie del ghiacciaio. “Se si ripetono estati come quella appena trascorsa – aggiunge Varotto – il ghiacciaio potrebbe avere solo una decina d’anni di vita”
La situazione più critica riguarda il fronte occidentale della Marmolada. In appena due anni l'arretramento ha raggiunto i 120 metri, mentre la quota del fronte è ormai superiore ai 2.900 metri.
A pesare sul bilancio del ghiacciaio è stata anche un’estate eccezionalmente calda. Secondo Gianni Marigo di Arpav, quella appena conclusa è stata sulle Dolomiti la più calda almeno dal 1991. Non si sono verificate nevicate nemmeno alle quote più elevate ed è proseguito il degrado del permafrost. Particolarmente significativo anche il dato rilevato alla stazione del Piz Boè, la vetta più alta del Gruppo del Sella, dove non è stato trovato terreno gelato a nessuna profondità.
La fotografia della Marmolada restituisce così un quadro sempre più critico: meno superficie, arretramento accelerato e assenza di neve alle quote più elevate. Un’evoluzione che conferma la forte vulnerabilità del ghiacciaio di fronte all’aumento delle temperature.
al web

Situazione comune in molte zone del pianeta.
RispondiEliminapurtroppo!
RispondiEliminaLa situazione climatica è in peggioramento. I ghiacciai si sciolgono anche al Polo.
RispondiEliminaBuon proseguimento cara Olga, un abbraccio
enrico
Occorre prendere seri provvedimenti per questo problema, spero che tutti i governanti ci pensino o sarà troppo tardi!
RispondiEliminaNon credo che si può mettere una "toppa" a quello che sta succedendo...
RispondiEliminaE come quel proverbio che scrivo ora in dialetto veneto
" Se vede de più toppa dello sbrego"
È triste!
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