SAN PIETRO AL NATISONE/SPETER
San Pietro al Natisone
San Pietro al Natisone (in dialetto nadiško Špietar[6][7][8], toponimo storico italiano San Pietro degli Slavi[9][7][10], in sloveno Špeter Slovenov[11][7][12], o semplicemente Špeter[13], in friulano San Pieri dai Sclavons[13][14]) è un comune italiano di 2 067 abitanti[3] del Friuli-Venezia Giulia.
Sorge fra i colli del Friuli orientale, sulle sponde del Natisone, a 23 chilometri dal capoluogo provinciale[15]. È il 77º comune della provincia di Udine per numero di abitanti[16]. La particolare collocazione geografica conferisce al paese una posizione di grande pregio paesaggistico, in un ampio paesaggio collinare.
Geografia fisica
Territorio

Il comune ha una superficie di 23,98 km²[17] ed un'altitudine che varia dai 140 m s.l.m. del fondovalle agli 866 metri della cima del monte San Giorgio[18]. È attraversato dalla Strada statale 54 del Friuli, che è la via di comunicazione più agevole tra l'Italia e la Slovenia per chi deve raggiungere il tratto mediano dell'Isonzo. Nella parte settentrionale del comune ha inizio il sentiero n°749 "Sentiero naturalistico del monte Roba" che conduce, dopo essersi congiunto con il "Sentiero Italia" n°725, sulla cima del monte Matajur.
San Pietro al Natisone confina a nord con Pulfero, ad est con Savogna e San Leonardo, ad ovest con Cividale del Friuli e Torreano, a sud con Prepotto[19].
Il territorio comunale è formato dalla parte inferiore della val Natisone (il tratto compreso tra le vicinanze del paese di Perovizza e la frazione di Ponte San Quirino), dalla porzione inferiore della valle dell'Alberone e dai contrafforti occidentali del monte Matajur. Tali contrafforti comprendono il già citato monte San Giorgio (Svet Jur nel dialetto locale), il monte San Canziano/Svet Kocjan alto 723 metri s.l.m., il monte San Bartolomeo/Svet Arnej alto 624 metri s.l.m., il monte Jezera alto 315 metri s.l.m., il monte Barda/Bardo alto 249 metri s.l.m. ed il monte Roba alto 301 metri s.l.m.[20].
Idrologia
San Pietro al Natisone è bagnato dal fiume Natisone, che per un tratto segna anche il confine con il comune di Pulfero, e dai suoi affluenti quali l'Alberone, il Cosizza, il Mamula, il Klačinca. Nei pressi di Vernasso e Ponte San Quirino il Natisone, per la notevole erosione prodotta nel conglomerato che ne forma l'alveo, ha dato luogo ad una profonda e pittoresca forra.
Geologia e morfologia
L'area comunale è ricca di cavità e grotte carsiche. Il catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia indica la presenza di 97 caverne e pozzi[21].Le grotte più importanti e note sono: nei pressi di Altovizza la voragine di Cerconizza, profonda 23 metri[22]; nei pressi di Clenia la Čiastita Jama[23] e la Jama pod Ronk[24], che sono due uscite della stessa cavità con un cammino percorribile di 175 metri; nei pressi di Biarzo il riparo di Biarzo[25] dove, nel corso di una campagna di scavi condotta negli anni 1982-1984, sono stati ritrovati frammenti di ceramica, strumenti ed armi in pietra ed arpioni in osso risalenti al paleolitico superiore ed al neolitico[26].
Origini del nome
Il toponimo di San Pietro ha una chiara origine agionimica[27]; viene citato nel 1192 "Ecclesia San Petri de Algida cum capellis suis; nel 1262 "citavi vicinos de Antro ut venirent responsuri...nomine Plebi S. Petri, apud S. Petrorum"[27]; nel 1296 "Sanctus Petrus Sclavorum";[28][29] nel 1368 "Curam Sancti Petri inter Sclavonibus"; nel 1457 "Sancto Petro de Sclavonibus"; nel 1601 "San Pietro de Schiauoni"; nel 1703 "Lucas Cucauaz de Sancto Petro in Sclabonis"; nel 1782 "San Pietro de Schiavoni". Nei libri dei battesimi, dei defunti e delle cresime, custoditi nei vari archivi parrocchiali delle Valli, si trova annotata l'espressione "Paroecia S. Petri Slavorum" fino al 1940 e in certi casi anche dopo questa data. La denominazione San Pietro degli Schiavi (con evidente riferimento al fatto che la popolazione era per la maggior parte composta da autoctoni parlanti il locale dialetto di origine slovena) fu cambiata nel 1869, su richiesta dell'amministrazione comunale, in San Pietro al Natisone[27][30], nome per altro usato sin dal XVIII secolo[senza fonte]; eguale sorte toccò all'antico sigillo della parrocchia di San Pietro, sul quale campeggiava la scritta "Ecclesia Sancti Petri Sclaborum", che fu sostituito con un timbro su cui risalta la scritta "Chiesa o Parrocchia di San Pietro al Natisone". Attualmente la denominazione esatta, ai sensi della legge 482/1999, è "San Pietro al Natisone - Špietar".
Storia
La regione fu abitata sin dai tempi più antichi: nei pressi della chiesetta di San Quirino è stata portata alla luce una necropoli protostorica, con tombe ad incenerazione dotate di corredo funebre, utilizzata anche in epoca romana e longobarda[31]. Nel riparo di Biarzo sono stati rinvenuti strumenti ed armi risalenti al paleolitico superiore, mesolitico e neolitico[32]; alcune analisi effettuate con carbonio-14 su alcuni reperti del livello 3A hanno indicato la data del 3650 a.C. +/- 300. Sulla cima del monte Barda sono ancora visibili i resti di un castelliere risalente al periodo protostorico (ritrovamento di manufatti litici dell'eneolitico, falci e di uno spillone dell'età del bronzo)[33][34] e riutilizzato in epoca romana per il controllo degli sbocchi delle valli verso la pianura friulana[35]. Al Bronzo medio-recente è datato il castelliere presente nell'area di Ponte San Quirino, alla confluenza di due corsi d'acqua. Dai monti Barda e Roba provengono un denario di M. Metello (174 a.C.), monete d'argento di Fabio Labeo (109 a.C.) ed un cospicuo numero di monete repubblicane databili II/I secolo a.C.[36].

Olga, yesterday I received some emails that I had written to you last year, or perhaps even earlier.
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