domenica 4 ottobre 2026

A PORDENONE LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO

 Le Giornate del Cinema Muto 2026, in corso a Pordenone dal 3 al 10 ottobre, presentano la loro 45ª edizione con circa 250 film provenienti da 19 Paesi, restauri, riscoperte e accompagnamenti musicali dal vivo. La manifestazione, diretta da Jay Weissberg, offre un’immensa varietà di opere, tra cui film restaurati, riscoperte e progetti di conservazione. L’evento, che si svolge in un’atmosfera di passione e ricerca, rappresenta un punto di incontro per appassionati e studiosi di cinema muto in tutto il mondo.

Un viaggio attraverso il cinema muto e le sue radici

Il festival propone un’ampia gamma di film, tra cui opere restaurate e riscoperte, con un focus particolare su registi e attori di grande importanza nella storia del cinema. Tra i titoli più significativi figurano “For Heaven’s Sake” di Sam Taylor, “Don Q, Son of Zorro” di Donald Crisp e “The Iron Horse” di John Ford. Inoltre, “Una pagina di follia” di Teinosuke Kinugasa, accompagnato da benshi dal vivo, rappresenta un’esperienza unica per gli spettatori. Il festival si distingue per la sua attenzione alla conservazione e alla riscoperta di opere rare e poco conosciute.



PROVERBIO FRIULANO


 Otúbar bièl, invier brut. Ottobre bello, inverno brutto.

da vita nei campi fvg

sabato 3 ottobre 2026

SAN FRANCESCO D'ASSISI



 Domani è San Francesco d'Assisi patrono d'Italia.

Un tempo festa non si andava a scuola,gli uffici pubblici erano chiusi Poi questa festività è stata abolita.

Nelle chiese si fa la benedizione degli animali-

da wikipedia

Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone (Assisi, 1181/1182[1][2][3] – Assisi, 3 ottobre 1226[N 1][4]), è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Fondatore dell'Ordine francescano, fu proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228. Ispirato a condurre una vita cristiana di povertà, divenne un mendicante e un predicatore itinerante. È comunemente raffigurato con un saio marrone e una corda legata in vita, con tre nodi che simboleggiano i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.

Una delle figure più venerate della cristianità, Francesco fu dichiarato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII: il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). La festa della sua stigmatizzazione ricorre il 17 settembre.[5] Nel maggio del 1213, durante una permanenza nel territorio del Montefeltro, Francesco si recò a San Leo, dove la sua predicazione impressionò profondamente il conte Orlando Cattani di Chiusi in Casentino. In tale occasione il conte gli offrì in dono il Monte della Verna, luogo solitario e adatto alla preghiera e alla penitenza. Francesco accettò il dono dopo aver inviato due frati a verificarne le condizioni, e da allora la Verna divenne uno dei suoi principali luoghi di ritiro spirituale, fino all’ultima permanenza del 1224, quando vi ricevette le stigmate.[6]

Nel 1219, Francesco si recò in Egitto nel tentativo di convertire il sultano Al-Kamil e porre fine al conflitto della quinta crociata. Nel 1223, egli organizzò il primo presepe vivente come parte della celebrazione annuale del Natale a Greccio. Secondo la tradizione cristiana, sul monte della Verna, Francesco ricevette le stimmate durante l'apparizione di un serafino alato nel 1224.

Francesco è associato al patronato degli animali e dell'ambiente. Divenne consuetudine per le chiese tenere cerimonie di benedizione degli animali in occasione della sua festa, il 4 ottobre, che divenne la Giornata mondiale degli animali. Francesco era noto per la sua devozione all'Eucaristia. In suo onore, gli Spagnoli fondarono la Missione San Francisco de Asís, da cui poi si sviluppò il sito che Washington Allon Bartlett rinominò e divenne la città di San Francisco.

Profondamente ascetico, era conosciuto anche come "il poverello d'Assisi" per via della sua scelta di spogliarsi di ogni bene materiale e condurre una vita minimale, in totale armonia di spirito. Oltre all'opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle creature, è riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana.[N 2] Le sue ossa sono conservate nella basilica papale di San Francesco d'Assisi.

Il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, eletto papa nel Conclave del 2013, assunse, primo caso nella storia della Chiesa, il nome pontificale Francesco per la sua preoccupazione per i poveri.[7][8] La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di pace, ospitando i quattro grandi incontri ecumenici tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da papa Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002, da papa Benedetto XVI nel 2011 e da papa Francesco nel 2016; anche la marcia per la pace Perugia-Assisi è un riflesso e simbolo di questa eredità.

venerdì 2 ottobre 2026

FESTA DEI NONNI

 Oggi è il 2 ottobre ed è la festa dei nonni!Coccolateli finchè ci sono,io non li ho mai conosciuti-





venerdì 25 settembre 2026

FOTOGRAFIE DEL FRIULI

   dal web

Loggia del Lionello
UDINE
Pordenone il Municipio

GORIZIA stazione Transalpina

















mercoledì 23 settembre 2026

COMUNITA' FRIULANA

 

Comunità friulana

razzafriulana
disegno di Emilio Caucigh

Polentine cjalde,
polentine frede,
polentine rustide,
stantice plui di nûf dîs.
A cui che i plâs cjalde
a cui che i plâs frede
a cui che i plâs rustide,
ma stantice* plui di nûf dîs.
In “Fruts pal mont…”
*Stantice = rafferma
polente la Soluzion:
Induvine induvinacul:
O ai une bree
che e clame dongje
dute la famee.

http://www.arlef.it/media/libri/pdf/99_peraulis.pdf

lunedì 21 settembre 2026

IL CASTELLO DI COLLOREDO DI MANTALBANO


 “Una giornata importante, in cui viene restituito alla comunità di Colloredo di Monte Albano e all’intera comunità regionale un castello che rappresenta un simbolo straordinario del Friuli autentico e storico”.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, partecipando sabato 19 settembre alla cerimonia di riconsegna del Castello di Colloredo di Monte Albano, duramente colpito dal sisma del 1976. L’importante intervento di restauro arriva a cinquant’anni dal terremoto e conclude un lungo percorso di recupero del complesso castellano.

“Parliamo di un luogo straordinario e iconico, una delle bellezze della nostra regione – ha evidenziato ancora il presidente dell’Assemblea legislativa del Fvg -. Il fatto che venga simbolicamente restituito proprio in occasione di questo cinquantesimo anniversario assume un significato ancora più forte e testimonia la grande capacità del popolo friulano di rialzarsi, ripartire e ricostruire”.

“Questo anniversario – ha aggiunto ancora Bordin – vuole essere ricordato come un momento in cui il popolo friulano riafferma con orgoglio la propria identità, la propria forza e la propria credibilità, valori che hanno accompagnato un lungo percorso di crescita e rinascita”.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, l’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante, l’assessore alla Finanze Barbara Zilli nonchè il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Il castello sarà riaperto al pubblico da domenica 20 L’intervento di recupero ha portato alla restituzione alla comunità dell’Ala del Nievo dove sono stati restaurati anche alcuni affreschi.

dal web

Colloredo di Monte Albano (in friulano Colorêt di Montalban[5]) è un comune italiano di 2 174 abitanti[2] dell'ex provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Lo scrittore Ippolito Nievo visse e scrisse le sue opere nel castello di Colloredo.

Storia

L’origine del nome di Colloredo deriva, con grande probabilità, dal termine latino “Corylus”, sostantivo destinato ad indicare l’albero di nocciolo, ampiamente coltivato nell’antichità nei territori del colloretano.

Proveniente dalla Bassa Austria, la famiglia Waldsee ed in particolare Eliabordo fu investita del feudo di Mels nel 1026 dal patriarca di Aquileia, dopo la visita di cortesia prestatagli durante la discesa a Roma di Corrado II di Waldsee, incoronato imperatore dal pontefice Giovanni XIX. Iniziò così la storia dei Waldsee nel territorio di Colloredo che sin dal successore di Eliabordo, Albano, presero il cognome "di Mels". Nel 1302, per volontà di Guglielmo II di Mels, si iniziò la costruzione del castello di Colloredo, su concessione del patriarca Ottobuono di Razzi. Terminato qualche anno dopo, ebbe inizialmente scopi meramente ossidionali, stante che la famiglia "di Colloredo Mels" continuò a risiedere nel castello di Mels. Nel 1420 il paese con tutto il Friuli fu assoggettato alla Repubblica di Venezia, per cui ne dovettero accettare la supremazia. Nel 1511 Colloredo fu assediata durante la rivolta della Crudel Zobia Grassa e venne anche colpita, così come una buona parte del Friuli, da un terremoto devastante. I Colloredo Mels furono in lotta con alcuni dei patriarchi di Aquileia, con i conti di Gorizia e con altre famiglie feudali, tra cui i Caminesi, i Savorgnan, i Torriani, tanto che una parte dell'ala est del castello di Colloredo venne dipinta di rosso (assumendo il nome di Casa Rossa) al fine di concentrare in quel punto eventuali attacchi ed evitare così danneggiamenti all'intero complesso manieristico. Dopo il 1511, visto il diminuire delle lotte tra famiglie nobiliari, il castello di Colloredo divenne nuova residenza dei Colloredo Mels, che abbandonarono il precedente castello ed iniziarono un'opera di abbellimento e ampliamento nel maniero colloretano. Nel corso degli secoli i Colloredo Mels ebbero matrimoni tra varie famiglie che ottennero titoli e nobiliari e proprietà entro il perimetro castellano (tra i più celebri si ricorda quello con la famiglia Nievo, da cui discenderà nel 1831 il celebre scrittore Ippolito Nievo).

Pesantemente danneggiato, così come il resto del paese e delle frazioni dagli eventi sismici del 1976, è oggetto di una ricostruzione ed recupero storico artistico che lo riporterà agli splendori iniziali, grazie ad una legge che, parimenti ai paesi di Venzone e Gemona del Friuli, ha concesso alla regione di sostituirsi allo stato nella gestione dell'intera operazione.



Alììnterno






domenica 20 settembre 2026

SERGIO MATTARELLA A PORDENONE

 STASERA PER

LA CHIUSURA DI PORFDENONE LEGGE ARRVERA' IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Pordenone si prepara a vivere una delle serate più importanti della sua storia recente. Questa sera il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà al Teatro Verdi per la cerimonia conclusiva di Pordenonelegge, appuntamento che proietta la città verso il 2027, quando sarà Capitale italiana della cultura.

L’evento inizierà intorno alle 19, mentre l’intervento del Capo dello Stato è previsto per le 19.30. Gli spettatori muniti di pass, esauriti in pochi minuti, potranno accedere al teatro tra le 17.30 e le 18.30. Prima dell’arrivo del Presidente, Digos e artificieri completeranno la bonifica degli spazi. Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto anche con il personale del Quirinale.

Mattarella raggiungerà l’aeroporto di Aviano con un volo di Stato da Ciampino. Al Verdi sarà accolto dal presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti, dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga e dal sindaco Alessandro Basso. Dopo il saluto alla città, riceverà l’onorificenza di “Ambassador of freedom”.

Seguiranno l’Inno di Mameli e il “Concerto per l’Italia” de Il Volo, accompagnato dalla Zenith Orchestra. Maxi-schermi saranno attivi in piazza XX Settembre, piazza Cavour, largo San Giorgio e piazza della Motta. Telefriuli seguirà in diretta l’arrivo del Presidente a Pordenone, con i primi collegamenti all’interno del telegiornale delle 19.

dal web

proverbio friulano

 Cuant c’al florîs il cisignòc il dì al è come la gnot. Quando fiorisce il colchico, lo zafferano selvatico, il giorno è lungo come la notte. Siamo cioè all’equinozio d’autunno che cadrà mercoledì 23 settembre. da vita nei campi


BUONA DOMENICA


 Udine

sabato 19 settembre 2026

Tredicenne accoltella insegnante a Roma


 Dal web

Un insegnante è stata accoltellata al collo nei corridoi di una scuola nella Bergamasca da uno studente. La docente, che ha riportato ferite, ha dichiarato l’importanza di spiegare ai ragazzi che gli insegnanti sono loro alleati. La collega ferita a Roma ha espresso solidarietà, sottolineando l’importanza di un confronto tra insegnanti e studenti per prevenire simili incidenti. La scuola è stata messa sotto stretta sorveglianza, e si indaga sull’accaduto.

Succede di frequente nel nostro paese.

Oggi lo psichiatra Paolo Crepet ha detto:

Prof accoltellata, Crepet: “Nessun docente avrà più coraggio di insegnare. Lo Stato si schieri dalla loro parte”

ANTICHI MESTIERI


ARROTINO
FABBRO




FILATRICE 









Poesia di Silvia De Angelis


 Accedo

in silenzio

alla forma del mio essere

nella misura consona

al vento che cade dal pendio

nel precipizio fugace della voce.

L’estro della memoria

indossa guizzi d’emozione

negli spazi

modellati d’origami e cesellate geografie.

Soggiorno su nirvana d’estetismo

morbido ingrediente d’un rituale femmineo

sbriciolato su frantumi di passione.

Sul suo asfalto

vibra il movente d’un innato gene

nel calpestio del tallone

mentre si sposta

cavalcando il ciuffo scomposto

da un labile soffio

che svicola, emancipato.

@Silvia De Angelis 

 

venerdì 18 settembre 2026

Dalai Lama


 Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.

(Dalai Lama)

giovedì 17 settembre 2026

 



La poesia può ancora parlare al presente?

Pordenone | Convento di San Francesco

Con Thomas Schlesser. Presenta Gian Mario Villalta

Poeta e narratore francese, Thomas Schlesser ci condurrà in un incontro vivo con la poesia, mostrando come le parole dei grandi autori continuino a parlare al nostro presente. Un viaggio nella grande poesia europea del Novecento per scoprire come i versi possano raccontare le domande, le inquietudini e le speranze che attraversano ogni generazione.

(SCUOLE SUPERIORI)

BUONA GIORNATA

 

                                                                             VILLANOVA DELLE GROTTE

ZAVARH

lunedì 14 settembre 2026

tumore all'esofago

 Per non incorrere in un rischio 3 volte più alto di cancro all'esofago, meglio aspettare che il caffè


diventi tiepido. Ad attentare a uno dei
“comandamenti” dell'espresso all'italiana è una ricerca britannica basata sui dati di quasi 1 milione di adulti (977.282 uomini e donne di mezza età), seguiti in media per 14,2 anni. A firmarla un team dell'University of Oxford, secondo cui bere regolarmente bevande come tè e caffè a temperature molto elevate aumenta il rischio di cancro esofageo poiché i liquidi bollenti, lungo il loro percorso verso lo stomaco, possono danneggiare il rivestimento cellulare dell'esofago.


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